Dimora storica

A Marentino, sulla collina di Torino, a 30 minuti (20km) dal centro della città, sorge Casa Zuccala.

163375_279124868850345_863830327_nCasa Zuccala è una dimora storica del XVII secolo recuperata architettonicamente ed arredata per riproporla così come doveva essere tra Seicento e Ottocento.

La “Casa dell’Aquila” (per l’aquila in terracotta posta sul fronte della casa), oggi edificio vincolato d’interesse storico ed artistico in quanto testimonianza delle tipiche “vigne”, le residenze di campagna delle famiglie borghesi piemontesi del XVII-XVIII secolo, sorge a Marentino in zona panoramica a 30 minuti (20 km) da Torino.

I 22 locali dei  piani superiori, tuttora abitati dagli odierni proprietari, custodiscono le sale del “Centro Studi per la valorizzazione dell’Arredamento Piemontese” a cura dell’Associazione Culturale “Casa Zuccala” e sono arredati nei diversi stili che caratterizzarono la vita borghese nel Piemonte Sabaudo: si parte dal Seicento e si arriva a metà dell’Ottocento passando attraverso stili quali il Barocco piemontese, Direttorio, Carlo X, Luigi Filippo, Neogotico, ecc. Pavimenti e soffitti in legno, mobili, dipinti, suppellettili e attrezzature originali ripropongono un esempio di dimora borghese in contrapposizione ed in confronto con le residenze aristocratiche e i musei sul mondo contadino.

 

 

Gli interni

13321825_994525743976917_3002929677322210751_nL’oratorio domestico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13310412_994525663976925_1448182351002352565_nLa sala da pranzo

 

 

 

 

 

 

 

 

La dimora si completa con i locali accessori del pian terreno e con gli ampi spazi all’aperto dei giardini e del parco:

 

foto_immagini23la suggestiva “Sala del Tinaggio“, il gran locale in cui un tempo si conservavano le botti di vino, è oggi utilizzato come sala conferenze per organizzare congressi, seminari, mostre ed eventi culturali;

 

 

 

 

 

 

 

 

1002432_442416042521226_1750234544_nil lungo “Portico delle Carrozze” (così chiamato perchè un tempo vi accedevano le carrozze degli antichi proprietari di cui ancora oggi è disponibile un esemplare in esposizione) è adornato con manifesti, giornali d’epoca, incisioni, pannelli lavorati di mobili e porte, arredi rustici e utensili originali. Attualemente questi locali vengono utilizzati come area espositiva coperta;

 

 

 

 

 

 

 

foto_immagini24Le luminose sale della “Limonaia” caratterizzati da ampie vetrate che si affacciano sulla valle sottostante e in cui un tempo venivano conservate le piante di limone durante il periodo invernale. Queste sale ospitano gli eventi enogastronomici che vengono periodicamente organizzati e i cocktail, break, cene a tema o di gala organizzati per l’attività congressuale, i seminari, le mostre, ecc.;

 

 

 

 

 

 

 

LA STORIA

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Nata sull’esempio della “vigna di Madama Reale” (la nota Villa della Regina di Torino), Casa Zuccala era la casa di campagna della famiglia Zuccala, esponente della ricca borghesia subalpina fin dal XVII secolo (ma le prime tracce della famiglia in Marentino risalgono al 1532).

Prima come notai poi come banchieri all’epoca della Rivoluzione Francese, gli Zuccala divennero col tempo una delle famiglie più facoltose di Marentino e abitarono stabilmente la casa di campagna che venne ampliata con l’accorpamento di tre edifici contigui fino a farla diventare la
residenza più ricca e prestigiosa del paese.

Dopo l’estinzione della famiglia Zuccala verso la metà del ‘900, Casa Zuccala rimase totalmente abbandonata con conseguente notevole degrado delle strutture.

 

 

foto_storia2_popGli attuali proprietari, dopo averla acquistata nel 1994, restaurarono la dimora con ottica rigorosamente conservativa per salvare il più possibile della struttura originaria e riportare Casa Zuccala agli antichi splendori: sono stati recuperati pavimenti e soffitti in legno e si sono riproposti gli antichi arredi, ricomponendo i diversi locali con mobili, dipinti e suppellettili originali del Piemonte sabaudo tra Seicento ed Ottocento.
Nel 2001 è nata l’Associazione Culturale “Casa Zuccala” volta alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio culturale piemontese in tutti i suoi aspetti: dall’arte alla storia, dalla cultura materiale ai valori sociali ed economici, alle tradizioni enogastronomiche.