Giardini

IL BENVENUTO


blackwelcomeBenvenuti sulla pagina dei Giardini di Casa Zuccala, la residenza storica che vi accoglie, vi coccola, nutre la mente ed il corpo 
Ore piacevolissime da trascorrere per coloro che ricercano un’oasi di pace lontano dai problemi di tutti i giorni. Il parco e gli ambienti assolutamente rilassanti e familiari vi permetteranno di trascorrere una giornata vivendo un ritmo di vita ormai raro. Per coloro che arrivano a Casa Zuccala sia che decidano di visitare la residenza, sia che decidano di visitare i giardini, per poi trattenersi nella Limonaia davanti ad una tazza di the, l’esperienza unica è quella di trovare luoghi vivi, ricchi di calore umano, in cui il tempo si è fermato e viene scandito al rintocco delle campane nella quiete ancora intatta della natura. Un tempo rallentato che invita il visitatore a soffermarsi per scoprire una Bellezza assoluta ovunque, nell’Arte come nella Natura.

L’APERTURA AL PUBBLICO

4fa672_66fdade58012485386adac60c6b22915-mv2Nell’ambito dell’apertura al pubblico della residenza si è realizzato il progetto “Profumi e Sapori”, al fine di far conoscere la Collezione di piante aromatiche coltivate nei giardini di Casa Zuccala. E’ stato quindi ideato un percorso di visita all’interno di essi, che svelerà i segreti delle numerosissime varietà di piante presenti. La Collezione comprende  le diverse essenze utilizzate in cucina, nella cosmesi, nell’industria dei profumi e dei liquori. Un settore particolare è dedicato alle piante da bacca ed ai piccoli frutti, alla base di mille ricette per torte e marmellate. La visita guidata permette di avvicinarsi non solo alle “erbe” che solitamente si usano in cucina, ma anche di conoscerne le diverse varietà e forme.

 

 

 

IL PERCORSO DI VISITA

13238916_985667368196088_3230637488667521908_nIl Giardino delle Aromatiche è suddiviso in 13 settori. Seguendo i cartelli indicatori numerati si può visitare tutto il Giardino compiendo un percorso di circa 800 metri. Tutte le piante del Giardino sono accompagnate da un cartellino con indicata la Famiglia, il Numero di Catalogazione, il Binomio Specie-Varietà, seguito, ove esiste, dal nome della “Cultivar”, il Nome volgare (in basso a sinistra). Attualmente (estate 2016) il Giardino ospita 941 tipi diversi di piante aromatiche, suddivise per Famiglie e Generi e collocate nell’ordine che qui viene sinteticamente dato.

 

 

 

 

 

 

1- IL VIALE DI INGRESSO

Gli agrumi (Citrus)

08516-mts-immagine001Esemplari presenti: 50 Recentemente (2015) è stata inserita, in via sperimentale, nel Giardino una collezione di agrumi che si tenta di acclimatare allevandoli in terra con il solo riparo del “tessuto non tessuto” nel periodo invernale. Sono presenti in diverse varietà: Pummeli, Mandarini, Aranci amari e dolci, Cedri, Limoni, Limette, Bergamotti, Mandaranci, Limoni cedrati, Lumie, Papeda e diversi altri.

 

 

 

 

 

 

Le viti storiche (Vitis vinifera)

foto_immagini16Varietà presenti: Luglienga,  Chasselas dorato,  Chasselas rose (Uva carn), Malbec,  Pelaverga Cari. Casa Zuccala conserva 5 varietà di Vitis vinifera piantate tra il 1860 (Luglienga) ed il 1870. Come tali sono tra le più antiche piante di Vite esistenti ed ancora produttive. La Luglienga e lo Chasselas sono uve bianche da tavola, mentre il Malbec e il Pelaverga Cari sono uve nere da vino. La loro importanza deriva dal fatto di essere state piantate quando ancora non erano giunte nel territorio le tre grandi malattie che portarono alla distruzione di gran parte dei vigneti europei: l’oidio (1847) la filossera (1868), la peronospora (1878). Per tale motivo sono dei “franco-pede” e non dei ceppi innestati come, dalla fine Ottocento ad oggi, si è costretti a fare per ottenere esemplari resistenti alle infezioni. Lungo il viale d’accesso alla casa esistevano un tempo almeno altre tre piante di vite, delle quali oggi resta solo più traccia nei sostegni in ferro creati sui balconi del primo piano. In una fotografia del 1901 è evidente come le viti servissero, prevalentemente, come elemento decorativo, in quanto coprivano con i loro tralci, quasi tutta la facciata della casa verso il giardino.

 

 

2 -IL LABIRINTO DELLE MENTE

Le Mente (Mentha)

14457281_1125298470884599_2168436043768087751_nEsemplari presenti: ca. 110

La Menta è un’erbacea perenne la cui classificazione è molto discussa, anche a causa degli innumerevoli ibridi naturali, Secondo alcuni Autori il genere comprende 25 specie di arbusti perennanti (raramente annuali) diffusi in tutto il mondo e che hanno originato, anche in natura, alcuni incroci consolidati e ormai considerati delle specie vere e proprie. La parte aerea della pianta ha molteplici usi, dalla cucina all’industria dei liquori e degli sciroppi (menta di Pancalieri), all’industria dei profumi e alla farmacopea.

 

 

 

 

 

 

3 – L’AIUOLA DELLE SALVIE

946420_439044602858370_330093503_nLe Salvie (Salvia)

In natura ne esistono circa 500 specie, quasi tutte perenni e rustiche, ma solo la S. officinalis, la S, sclarea e poche altre hanno caratteristiche aromatizzanti. Dalla S. officinalis sono derivate diverse varietà orticole per valorizzare il colore delle foglie (aurea, aurea-variegata, rubra, purpurescens, bioclor, tricolor) o il loro aspetto (lavandulifolia, maxima, crispa).  Le foglie della S. officinalis servono, prevalentemente, in cucina e nell’industria dei profumi, mentre la S. sclarea viene utilizzata nell’industria dei liquori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le piante esotiche

 503g8830-mov-immagine002Al centro dell’Aiuola delle Salvie sono presenti alcune piante che, per le loro caratteristiche e origini, non sono adatte ai nostri climi e, pertanto, vengono collocate in piena terra nel mese di aprile e ritirate a fine ottobre per svernare in serra ad una temperatura non inferiore ai 12° gradi. Tra le altre si può osservare: lo Zenzero (Zingiber officinalis), la Curcuma (Curcuma longa e Curcuma domestica), il Caffè (Coffea arabica), l’Erba Santa (Piper auritum), il Calamo aromatico (Acorus calamus), il Cardamomo (Elettaria cardamomum), il Pimento (Pimenta dioica), la Canna da zucchero (Saccharum officinale) e l’Albero dei ravanelli (Moringa oleifera)

 

 

 

4 -LA BALCONATA

I Basilici (Ocimum)

08502-mts-immagine001Il Basilico è un’erbacea perennante coltivata come annuale, rappresentata da diverse specie, delle quali la più importante è l’Ocimum basilicum, che si differenzia, per la forma e il colore delle foglie, in diverse varietà: album (a foglia chiara), citriodorus (al profumo di limone), crispum (a foglia riccia),  purpurascens (a foglia rosso scura), thyrsiflorum ( B. thailandese),  vulgaris (Basilico comune, dal quale derivano le cultivar: “Genovese” e “Napoletano”). Alcuni A. ritengono che costituiscano specie a sé: l’ Ocimum tenuiflorum (sin. O. sanctum) o Basilico Santo, l’ Ocimum americanum (sin. O. canum) o Basilico speziato, l’ Ocimum minimum (a foglia piccola) o Basilico Greco o B. a palla, l’Ocimum campechianum (sin. O. micranthum) o Basilico del Perù. Tutta la parte aerea della pianta è aromatica ed , in particolare, le foglie. Mentre l’olio essenziale è usato nell’industria dei profumi e dei liquori, la pianta fresca entra nella cucina italiana (e.g. pesto alla genovese) ed in quella asiatica in numerose occasioni. Alcune varietà di basilico, grazie al loro profumo particolare, trovano impiego in piatti tipici: il Basilico thailandese con i frutti di mare e le minestre esotiche; il Basilico rosso nelle insalate.

 

 

I Rosmarini (Rosmarinus)

casa-zuccala-promo-immagine005Esemplari presenti: ca. 60

È un arbusto perenne del quale è stata riconosciuta una sola specie, il Rosmarinus officinalis, che si differenzia in numerose forme legate al colore dei fiori (albiflorus, roseus, aureus), alla caratteristica delle foglie (angustifolius, lavandulaceus, foliis variegatis, latifolius), al portamento (prostratus, fastigiatus, erectus) o al luogo d’origine (corsus, …) . Dall’incrocio delle diverse forme sono state create innumerevoli cultivar per valorizzarne il profumo o il portamento. Le foglie e le cime fiorite, apprezzate già dalla farmacopea antica, sono oggi prevalentemente usate in cucina per aromatizzare le carni, mentre l’olio essenziale ricavato dalle foglie è utilizzato in profumeria e nell’industria dei liquori. Il rosmarino compare come ingrediente in famose ricette salutari, come ”l’Aceto dei quattro ladroni”, “l’Acqua della Regina d’Ungheria”, “l’Acqua di San Giovanni”, “il Balsamo di frate Tranquillo”.

 

 

5 – PEPERONIA

I Peperoni (Capsicum)

14656282_1100033996759424_670053446127823126_nEsemplari presenti: ca. 150

I Capsicum sono suddivisi in 5 specie a loro volta comprendenti diverse varietà e gruppi. I principali sono: Capsicum annuum var. annuum, var. abbreviatum e var. pimento; Capsicum baccatum; Capsicum chinense gr. habanero; Capsicum frutescens   var. fasciculatum. var. malagueta e var. tabasco; Capsicum pubescens. La bacca del peperoncino è usata in cucina come alimento (peperone dolce) o come condimento aromatico (peperoncino piccante). Il principale aroma del peperone è dato dal 2-metossi-5-metilpirazina.    La piccantezza dei Peperoncini, cioè la sensazione di calore e bruciore che lascia sulla lingua è determinata dalla presenza di un alcaloide, la capsaicina, e di alcuni capsaicinoidi. Il valore della piccantezza viene solitamente misurato in gradi Scoville, una scala empirica di valori (SHU, Scoville Heat Units) creata da Wilbur Scoville nel 1912, che indica la percentuale di acqua zuccherata necessaria per far sì che la capsaicina contenuta in un estratto campione di un Peperoncino non sia più percepita dal palato. Per convenzione alla capsaicina pura è stato attribuito il valore di 16.000.000, cioè occorrono 16.000.000 di unità d’acqua per annullare la sensazione di bruciore provocata da 1 unità di estratto diluito. La piccantezza di un Peperoncino può variare a seconda dell’ambiente, del tipo di coltivazione, del grado di maturazione dell’esemplare testato.

 

 

Le Umbellifere (Umbelliferae o Apiaceae)

Le Umbelleferae  comprendono circa 400 generi e oltre 3000 specie, quasi tutte erbacee, di significativo interesse merceologico, poiché molte sono commestibili come la carota, il sedano e il finocchio. Tra gli individui aromatici più significativi di questa Famiglia vi sono: Aegopodium podagria (Egopodio), Anetum graveolens (Aneto), Angelica sylvestris e Angelica archangelica, Anthriscus cerefolius (Cerfoglio), Carum carvi (Cumino), Coriandrum sativum (Coriandolo), Chritmum maritimum (Finocchio di mare), Cuminum cyminum (Cumino), Foeniculum vulgare (Finocchio),  Levisticum officinale (Sedano di monte), Myrris odorata (Cerfoglio anisato), Petroselinum hortense (Prezzemolo), Pimpinella anisum (Anice verde).  A seconda della specie hanno interesse aromatico i semi (Aneto, Cumino, Coriandolo, Macerone), le foglie (Prezzemolo, Sedano di monte, Finocchio, Angelica, Cumino, Cerfoglio anisato, Pastinaca, Finocchio di mare, Macerone, Panace), i germogli (Angelica, Macerone, Panace), la radice (Angelica, Cerfoglio anisato, Pastinaca, Macerone), i frutti (Finocchio, Anice verde, Cumino, Cerfoglio anisato, Panace), i fiori (Cerfoglio, Macerone). Sono molteplici gli usi delle Umbellifere aromatiche, a seconda della specie, nelle insalate e nelle minestre, nei piatti di carne e di pesce: In particolare si ricorda il loro uso per la preparazione di liquori (Angelica, Cerfoglio, Cumino, Anice verde) e per aromatizzare grappe e birre (Panace, Cerfoglio anisato).

 

 

6 – L’ORTO DELLE LABIATE

La Labiate (Labiatae o Lamiaceae)

La Famiglia delle Labiatae raggruppa circa 200 Generi, suddivisi in 7000 Specie, molte delle quali aromatiche. In Italia sono documentate 190 Specie, appartenenti a 39 Generi. Nell’Orto sono presenti, in diverse varietà e cultivar, alcuni Generi, tra i quali, in particolare : Timo (Thymus), Origano (Origanum),  Santoreggia (Satureja),  Nepeta (Nepeta), Monarda (Monarda),  Melissa (Melissa),  Issopo (Yssopus). Altre importanti collezioni di Labiatae si incontrano lungo il percorso di visita: Lavanda (Lavandula),  Menta (Mentha), Salvia (Salvia),  Basilico (Ocimum),  Rosmarino (Rosmarinum). La parte aromatica delle Labiate è quella aerea non lignificata degli steli e i fiori. La presenza, sulle foglie, di ghiandole ricche di olii essenziali fa sì che vengano largamente usate in cucine per aromatizzare i cibi. In alcuni casi trovano impiego nell’industria dei liquori e dei profumi.

 

7- IL NOCETO

Le Lavande (Lavandula)

La Lavanda è un arbusto perenne che comprende circa 25 specie (sino a 40 per alcuni Autori) diffuse allo stato spontaneo in quasi tutto il Mediterraneo. Purtroppo il clima della nostra regione permette, a Marentino, la coltivazione solo della L. officinalis (sin. L. spica, L. angustifolia)e della L. x intermedia (o Lavandino, un ibrido da vivaio). Le cime fiorite ed anche le foglie, conosciute per le molteplici applicazioni nell’industria dei cosmetici, dolciaria, dei saponi e in quella dei gelati, sono poco usate in cucina. Fa eccezione la cucina provenzale, che utilizza la Lavanda, con altri aromi, in alcuni piatti tipici.

8 – IL VIALE DELLE ORTENSIE

(in allestimento)

 

9 – AREA RELAX

 

10/12 – LA VIGNA VECCHIA
13232891_985667014862790_1626593627605803697_nNella prima metà dell’Ottocento, quando la famiglia Zuccala aveva già spostato i suoi interessi economici su Torino, nel territorio di Marentino possedeva ancora mq 567.000 di terreni agricoli, dei quali circa 190.000 destinati a vigneto, facenti capo a tre cascine, oltre alla Casa padronale. Quando, a metà Ottocento, le grandi pestilenze devastarono i vigneti europei, gli Zuccala, come molti altri proprietari di fondi agricoli, abbandonarono a poco a poco le vigne, adattando i terreni per altre colture o lasciandoli imboschire. L’area a valle della Casa, un tempo curata dalla vicina Cascina dell’Aia, fu una delle poche mantenuta a vigneto sino alla seconda metà del Novecento, quando, dopo l’estinzione della famiglia degli Zuccala, venne in parte trasformata in frutteto. Nella realizzazione del Giardino delle Aromatiche si è voluto mantenere invariato il terrazzamento sette-ottocentesco destinato alla coltivazione della vite, sia come testimonianza di un passato irripetibile, sia per non modificare l’assetto del terreno, consolidato nella forma che nei secoli ha assunto e che gli permette il drenaggio delle acque piovane pur in assenza di significativi impianti arborei.

 

 

 

 

 

10 – I settore

Il Frutteto

casa-zuccala-promo-immagine023Nella cultura classica e medievale il Pomarium è la zona dell’Orto destinata alle piante da frutto. Nel Giardino di Casa Zuccala sono stati raccolti, in questa sezione, i frutti tipici della tradizione orticola piemontese, dal Pocio (Mespilus germanica) al Martin sec (Pyrus communis “Martin secco”) dal Cotogno (Pyrus cidonia) alla Mela della ruggine (Malus pumila “ruggine”), al Ramasin (Prunus domestica “Ramassini”), a confronto con esemplari recentemente introdotti sui nostri mercati, come il Kaki mela (Diospyros kaki “Vaniglia”) o il Guaiabo del Brasile (Feijoa sellowiana). Interessanti le cinque varietà di Ciliegie presenti sulla collina torinese: la Duracina o Grafion (Prunus avium duracina “Durone di Vignola”), la Ciliegia dolce (Prunus avium tenerina “Galucio”), l’Amarena (Prunus cerasus amarena “Nera del Piemonte”), la Marasca (Prunus cerasus marasca) e la Griotta (Prunus cerasus visciola). Sono inserite nel Frutteto tre collezioni di piccoli frutti: i Rubus (Lamponi e More), i Ribes (Ribes ed Uva Spina), i Vaccinium (Mirtilli), nonché alcune varietà di Fragole (Fragaria vesca e Fragaria x ananassa).

 

 

11- II settore

Le rose botaniche (Rosa)

936846_435454106550753_415117984_nLa rosa appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è rappresentata da circa 150 varietà “botaniche” originali, delle quali più di 30 spontanee in Italia. Dalle “rose botaniche” sono derivati, per incrocio e selezione, un numero infinito di cultivar e ibridi. L’inizio della selezione delle varietà moderne di rose si ebbe fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, con l’introduzione in Europa della Rosa semperflorens (Rosa del Bengaka) e della Rosa indica var. fragrans o Rosa chinensis (Rosa Tea) che, incrociate con le varietà autoctone, diedero vita a ibridi rifiorenti e a fiore doppio. Nel Giardino delle aromatiche sono presenti alcune varietà botaniche caratteristiche dell’Italia (R. gallica officinalis, R. gallica versicolor (Rosa mundi), R. glauca,R. laxa (sin. R. rubrifolia), R. moschata, R. pendulina (sin R. alpina), R. pimpinellifolia (sin. R. spinosissima), R. villosa, due delle quali ibridi forse spontanei o di antichissima creazione (R.x damascena, R. x alba), mentre la R. x dupontii è uno dei primi ibridi moderni (1817). I petali (R. x damascena, R. gallica) per la produzione dell’ “acqua di rosa”, le bacche (delle rose botaniche) per confetture e marmellate e per gli infusi (R. canina), le foglie giovani delle rose botaniche per il “tè di rosa”.

 

 

Gli Amaranti (Amarantus)

4fa672_84d1881d5b984e82b930191e6115f55c-mv2_d_3648_2056_s_2Si riconoscono circa 60 specie di Amaranthus, ma solo 3 vengono coltivate per l’alimentazione (semi):ed una per le foglie: A. caudatus (A. a coda di volpe), A. cruentus, A. hypochondriacus, A. retroflexus I semi (soffiati, scoppiati, ridotti a farina) vengono utilizzati come i cereali (ma non contengono glutine) per focacce e minestre, mentre le foglie dell’A. retroflexus sono un colorante alimentare.

 

 

 

 

 

Il Piccolo Orto
4fa672_ef1434dc3c784273b81d8235d98ca1eaNei diversi settori del Giardino sono state collocate le piante appartenenti alle grandi Famiglie che raggruppano più specie di aromatiche: Labiate, Composite, Liliacee, Artemisie e Ombrellifere. In questo settore sono presenti, invece, quelle piante che risultano le sole rappresentanti delle aromatiche all’interno di una Famiglia, ma non per questo sono meno importanti. È il caso dei Rabarbari (Rheum) o delle diverse erbacee annuali che un tempo arricchivano la dieta mediterranea prima dell’arrivo degli spinaci: Atriplex hortensis (Bietolone rosso), Tetragonia expansa (Spinacio selvatico), Chenopodium bonus-enricus (Spinacio di montagna) con le altre varietà della specie: C. album, C. ambrosioides, C. capitatum, C. foliosum, C. murale. Oppure di piante ancor oggi presenti nelle insalate e nelle minestre: Borrago officinalis (Borragine), Eruca sativa /Rughetta), Sinapis alba, arvensis, e nigra (Senape bianca, selvatica e nera), Dipsacus sativus (Cartamo), Sanguisorba minor e officinalis (Pimpinella). Altri esemplari di questo gruppo sono invece lungo il percorso di visita.

 

 

Le Liliacee (Allium)

casa-zuccala-promo-immagine006Fatta eccezione per l’Asphodelus albus (Asfodelo) e il Muscari comusum (Lampascione), tutte le Liliacee di interesse aromatico sono degli Allium.  La Famiglia comprende 550 specie, annuali, biennali o perenni, delle quali circa 70 sono presenti e spontanee in Italia.Tra le specie coltivate e di interesse alimentare e aromatico si possono osservare nel Giardino: A. ampeloprasum (Porrandello), A. ascalonicum (Scalogno), A. cepa (Cipolla, in diverse varietà e cultivar), A. fistulosum , A. porrum (Porro),            A. sativum (Aglio comune), A. schoenoprasum (Erba cipollina), A. senescens (Aglio del Portogallo), A. suaveolens,  A.tuberosum (Erba aglina, Aglio cinese)Il bulbo, in quasi tutte le specie, e gli steli (nell’Erba cipollina e nell’Erba aglina) sono largamente usati in cucina (sin dal 3.000 a.C.) sia come aromi (Aglio), che come alimento a sé (Cipolla).

 

 

 

12 – III settore

Le Composite (Compositae o Asteraceae)

È la famiglia con il maggior numero di specie, circa 23.000 e più di 1.600 generi. A seconda della forma della infiorescenza caratterizzata da piccoli fiori a capolino sono divise in ligulifere e tubulifere. Alle Composite appartengono importanti generi con relative specie di interesse alimentare e aromatico, come: Achillea (Millefogli),  Anthemis (Camomilla romana), Artemisia (con le diverse specie: Dragoncello, Assenzio, Abrotano), Chrysanthemum (Tanaceto, Erba di S. Pietro), Chicorium (Cicoria), Cynara (con le sottospecie: Cardo, Carciofo), Lactuca (Lattuga), Matricaria (Camomilla dei prati), Helianthus (Girasole, Tupinambour), Helichrysum (Elicriso) Sono considerate aromatiche, delle Composite: la foglia (Radicchio, Tarassaco, Lattuga, Cicoria, Santolina), l’infiorescenza (Camomilla, Camomilla romana, Calendula, Carciofo), la radice (Tupinambour), mentre le Artimisie sono utilizzate nell’industria dei profumi, dei liquori (A. genipi) ed in cucina (A. dracunculus o Dragoncello e Arthemisia abrotanum o Abrotano). Un caso particolare è quello dell’Assenzio (A. absinthium), del quale l’estratto alcolico era usato, specie nel secondo Ottocento, come droga, per cui, ancor oggi, ne è vietata la produzione in alcuni paesi come l’Italia (mentre in Francia ha dato origine ad un noto liquore, l’Absinthe).

 

 

13 – IL VIALE DEI PICCOLI FRUTTI

Con il termine “Piccoli frutti” si intendono quelle piante arbustive perenni, tipiche del sottobosco, che producono bacche utilizzate per la preparazione di marmellate o sciroppi. Nel Frutteto si sono già visti i Rubus, i Ribes, la Fragaria vesca, i Vaccinium, le Rosae “botaniche” che producono anch’esse bacche eduli. Lungo il Viale, invece, oltre alla collezione di Eleanius e di Amelanchier sono presenti i più significativi arbusti fruttiferi: Arbutus unedo (Corbezzolo),  Zizyphus vulgaris (Giuggiolo), Cornus mas  e officinalis (Corniolo), Crataegus azarolus (Azzeruolo), Crataegus oxyacantha (Biancospino),  Crataegus prunifolia, Hippophae rhamnoides (Olivello selvatico), Lycium barbarum, Sorbus domestica (Sordo) Piante rustiche, facilmente acclimatabili, vedono maturare i frutti tra la fine dell’estate e l’autunno. I piccoli frutti sono ricchi di sali minerali, vitamina A, B ed, in particolare, C , acidi organici, polifenoli, tannini,